Eliminazione
Durante questa fase, che dura dalle 4 alle 8 settimane, gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP, come aglio, cipolla, alcuni frutti e latticini, vengono esclusi dalla dieta.
Scopri i tre approcci raccomandati per la gestione dell’IBS
La dieta a basso contenuto di FODMAP (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, and Polyols) è un regime alimentare che elimina temporaneamente alimenti ad alto contenuto di carboidrati a catena corta (FODMAP, appunto) che vengono scarsamente assorbiti dall’intestino tenue, contribuendo a produzione di gas, distensione dell’intestino crasso e fastidio o dolore addominale.
Questo approccio, che dovrebbe essere adottato solo dopo un consulto con uno specialista, si divide in tre fasi: eliminazione, reintroduzione e personalizzazione.
Durante questa fase, che dura dalle 4 alle 8 settimane, gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP, come aglio, cipolla, alcuni frutti e latticini, vengono esclusi dalla dieta.
In seguito, gli alimenti vengono reintrodotti gradualmente per identificare quali specifici FODMAP sono problematici, e quali invece sono tollerabili.
Infine, la dieta viene personalizzata per mantenere il minimo livello di FODMAP che si può tollerare.
La celiachia e l’IBS possono sembrare simili, ma sono piuttosto diverse: la celiachia, infatti, è un disturbo autoimmune, e chi ne soffre non riesce a digerire correttamente il glutine presente in alimenti come il grano. Tra i sintomi della celiachia ci sono diarrea, dolore addominale e gonfiore.
Poiché la celiachia e l’IBS condividono molti sintomi, la celiachia viene spesso trascurata o diagnosticata erroneamente come IBS. Inoltre, alcune persone hanno entrambe le condizioni.
Un semplice esame del sangue, una biopsia dell’intestino tenue o entrambi possono confermare una diagnosi di celiachia; in tal caso, il medico può aiutarti ad adottare una dieta senza glutine progettata specificamente per trattare questa condizione.
Un’altra condizione, nota come sensibilità al glutine o sensibilità al glutine non celiaca, causa molti degli stessi sintomi della celiachia. Tuttavia, le persone con sensibilità al glutine non celiaca non risultano positive alla celiachia. Anche in questo caso viene consigliato di evitare cibi contenenti glutine.
Alcuni studi suggeriscono che la dieta senza glutine possa essere benefica anche per chi soffre di IBS, specialmente se si ha anche una sensibilità al glutine non celiaca.
Eliminazione del glutine
Questa dieta prevede l’eliminazione di tutti i prodotti contenenti glutine, una proteina presente nel grano, orzo e segale. Alimenti alternativi includono riso, mais, quinoa e patate.
Effetti sui sintomi di IBS
Alcuni riferiscono un miglioramento dei sintomi gastrointestinali, come dolore addominale e diarrea, dopo l’eliminazione del glutine dalla loro dieta.
Uno studio clinico ha mostrato che chi soffre di IBS e segue una dieta senza glutine riscontra notevoli miglioramenti dei sintomi di IBS a 6 settimane dall’inizio della dieta, e la maggior parte sceglie di proseguire con questa alimentazione a lungo termine.
In conclusione, la gestione dietetica dell’IBS deve essere personalizzata per rispondere alle esigenze individuali. L’approccio tradizionale dietetico può fornire una base generale, mentre la dieta a basso contenuto di FODMAP e la dieta senza glutine offrono strategie specifiche che possono essere efficaci per molti pazienti. La collaborazione con un dietista o un gastroenterologo è fondamentale per sviluppare e adattare il piano dietetico più appropriato.